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SF CLUB STATALE presents Belt & Road Initiative: Strategia di Sviluppo e Cooperazione o Dimostrazione di Potere?

Belt & Road Initiative: Strategia di Sviluppo e Cooperazione o Dimostrazione di Potere?
Con l’aspirazione di ricreare una nuova Via della Seta, la Belt & Road Initiative (BRI) rappresenta uno dei progetti più ambiziosi mai stati concepiti per la cooperazione e lo sviluppo internazionale. Iniziato e portato avanti dalla Cina di Xi Jinping nel 2013, la BRI, attraverso un investimento iniziale stimato di un trilione di dollari dedicato alle sole infrastrutture e destinato a salire, mira alla costruzione di infrastrutture e vie di comunicazione tra diversi continenti con il fine ultimo di facilitare il commercio e la creazione di nuove opportunità1. Tra queste infrastrutture e vie di comunicazione rientrano porti, reti ferroviarie e stradali ed intere zone industriali. La Cina, dato il suo ruolo di “padre” e principale finanziatore di questa iniziativa, mira alla possibilità di usufruire di queste infrastrutture in modo da raggiungere, più facilmente e nel minor tempo possibile, i suoi obiettivi per la diversificazione energetica e lo sviluppo dei settori industriali chiave alla sua crescita economica.
Un’iniziativa di tale portata con investimenti che arriverebbero a coinvolgere Asia, Africa, alcuni Paesi europei (Italia compresa, entrata a far parte del progetto nel 2019 e successivamente uscita nel 2023) ed America Latina, non può che destare preoccupazioni ad altre potenze globali come Stati Uniti ed Unione Europea, preoccupazioni date soprattutto dalla mancanza di trasparenza che caratterizza le politiche della BRI e dalla posizione di potere che la Cina occupa nei confronti dei Paesi che aderiscono all’iniziativa2. È proprio per questo che, quando si parla della BRI, non si può evitare di considerare le possibili “trappole del debito” in cui Paesi con economie “deboli”, che hanno negoziato con la Cina dei termini non del tutto favorevoli, potrebbero ritrovarsi.
Altro tema di fondamentale importanza è la strada quasi a senso unico dettata dalle politiche cinesi, in quanto la BRI comporta ingenti investimenti verso l’estero, ma non apre alla possibilità da parte di aziende estere di investire in Cina. Infatti, la Cina rimane un mercato alquanto chiuso al resto delle economie mondiali, data l’impossibilità da parte di aziende estere a partecipare ad appalti interni cinesi, aprendo però alla possibile creazione di M&A con partner locali.
Obiettivi della BRI: Nuovi Mercati ed Espansione Economica e Monetaria
Nella visione cinese, la BRI non è solo un’occasione per aumentare a dismisura l’influenza politica sui paesi in via di sviluppo e nelle regioni instabili del pianeta, ma è anche un’occasione per ampliare la propria economia tramite l’internazionalizzazione dello Yuan Cinese, CN¥, e favorire l’espansione delle proprie multinazionali, sia private che di proprietà statale, su nuovi mercati. Un esempio di queste espansioni potrebbe essere quello del gigante delle telecomunicazioni Huawei, che proprio tramite le iniziative della BRI che mirano al progresso del settore.
Crescita economica e monetaria
Per il decennio 2017-2027, oltre al già menzionato trilione di dollari da investire per la costruzione di infrastrutture, sono previsti altri investimenti da $8 trilioni per lo sviluppo dei trasporti, $14 trilioni per lo sviluppo energetico e $2.3 trilioni per lo sviluppo delle telecomunicazioni2. Oltre a favorire la cooperazione commerciale, tra gli obiettivi di Xi Jinping c’è anche quello di rallentare l’espansione americana in Asia, in modo da acquisire un vantaggio sia strategico che economico che possa, di conseguenza, portare ad un’espansione dell’export e ad un aumento generale dei salari cinesi.
In particolare, tra gli obiettivi di fondamentale importanza da parte della Cina c’è anche quello di evitare la “trappola del reddito medio” che dal 1960 ha colpito quasi il 90% dei Paesi da medio-reddito. Questa trappola consiste in un iniziale aumento dei salari con conseguente miglioramento degli standard di vita, principalmente dovuti alla crescita delle industrie leggere, ma con successive difficoltà ad affrontare la transizione verso un’economia che produca beni e servizi di più alto valore3 .
Inoltre, la posizione di vantaggio della Cina nelle negoziazioni, soprattutto in quelle effettuate con Paesi in via di sviluppo che non hanno né i mezzi né le opportunità di affrontare un gigante come la Cina, ha portato alla sottoscrizione di prestiti e concessioni denominati in CN¥. Diretta conseguenza di ciò è l’apprezzamento che la moneta ha subito, migliorando la competitività e rendendo il Paese meno vulnerabile al dollaro.
Infine, tra gli obiettivi della BRI non si deve dimenticare la volontà della Cina di acquisire il controllo dei più importanti punti strategici che i loro finanziamenti puntano a costruire. Un esempio potrebbe essere quello del Corridoio Economico Sino-Pakistano, costruito con il solo scopo di permettere alla Cina di avere un collegamento diretto con il porto pakistano di Gwadar che permetterebbe di avere uno sbocco sul Mare Arabico.
Meccanismi e Modelli di Finanziamento: Istituzioni e Sostenibilità
Negli anni pre-BRI, erano due le banche a controllo statale principali che si occupavano degli investimenti all’estero per la Cina, la China Development Bank (CDB) e la Export-Import Bank of China (China Eximbank) e negli anni entrambe hanno mantenuto un ruolo chiave nel finanziamento dell’iniziativa. Nel primo quinquennio del lancio della BRI, però, sempre più banche commerciali hanno giocato un ruolo chiave nei finanziamenti esteri, principalmente Bank of China, Industrial and Commercial Bank of China e China Construction Bank. , che dal 2013 al 2018 hanno visto le loro attività di prestiti rivolti all’estero quintuplicare. Proprio grazie alla collaborazione tra banche controllate dal governo, CDB e China Eximbank, e banche commerciali che ha portato alla condivisione del credit risk, è stato possibile finanziare progetti da $500 milioni o più. Ad oggi, infatti, circa il 32% dei prestiti esteri cinesi è co-finanziato e ciò ha portato ad una strategica mitigazione del rischio4.
Metodi di Finanziamento
Nella strategia cinese, il finanziamento delle iniziative BRI avviene principalmente tramite prestiti e non sovvenzioni. Infatti, il rapporto tra prestiti e sovvenzioni nei programmi di sviluppo internazionale cinesi è di 31:1, proprio ad indicare la volontà della Cina ad usare la BRI anche come un progetto di espansione economica. Questi prestiti, inoltre, sono spesso meno generosi di quelli emessi da altre banche di sviluppo estere, avendo un tasso di interesse medio al 4.2%, un periodo di grazia minore a due anni ed una maturità inferiore ai 10 anni.
Questi prestiti possono essere di due tipi, a seconda del paese a cui sono destinati4.
Prestiti collateralizzati: circa il 60% dei prestiti esteri cinesi beneficia di assicurazione sul credito, collaterali o garanzie di parti terze. In particolare, soprattutto nei casi di prestiti a paesi ad alto rischio di default, la collateralizzazione è il metodo di mitigazione del rischio migliore, con 40 dei 50 più grandi prestiti assicurati contro future esportazioni di beni.
Prestiti garantiti da risorse: ovvero, prestiti i cui pagamenti sono strutturati tramite export di risorse naturali. Questa strategia è usata principalmente per paesi ricchi di risorse ma allo stesso tempo ad alto rischio di default, assicurando alla Cina dei pagamenti in beni che sono preziosi per la sua economia e per la crescita di alcuni settori chiave, tecnologico su tutti.
Inoltre, nonostante il dominio sul controllo di questi prestiti da parte delle banche ed istituti finanziari cinesi, le iniziative BRI hanno visto crescere sempre di più il coinvolgimento di istituti finanziari internazionali, principalmente asiatici come l’Asian Infrastructure Bank (AIIB).
Sostenibilità del Debito
Nonostante, come detto in precedenza, questi prestiti rappresentino una possibilità di espansione per gli orizzonti commerciali cinesi, rappresentano anche una passività importante per i paesi che li ricevono e, in alcuni casi, mettono a rischio la sostenibilità del debito. Circa 42 Paesi, come Bielorussia, Serbia, Etiopia e Kazakistan, hanno un’esposizione al debito nei confronti della Cina che supera il 10% del PIL e per alcuni di questi, come Cambogia, Gibuti, Kyrgyzstan e Mongolia, la statistica arriva addirittura a superare il 20% del PIL5.
Come se non bastasse, circa il 70% dei prestiti esteri cinesi è diretto ad aziende statali, società veicolo o istituzioni appartenenti al settore privato, e non ai governi sovrani. Questa pratica comporta l’impossibilità da parte di istituzioni come la Banca Mondiale di avere dei report accurati e precisi riguardo gli obblighi dei Paesi nei confronti della Cina. Nonostante queste difficoltà, si stima che i governi stiano sottovalutando la loro esposizione agli obblighi nei confronti della Cina per un totale 5.8% del loro PIL, ciò significa $538 miliardi in debito “nascosto” e non calcolato in dati ufficiali che potrebbero causare problemi nel lungo termine o addirittura portare a vere e proprie crisi4.
L’Impatto sui Paesi Partecipanti: Rischi e Benefici
Nonostante sia impossibile negare i benefici portati dalla BRI soprattutto in alcune aree del pianeta in cui lo sviluppo del settore sociale, industriale ed economico è difficile da ottenere, è anche inevitabile sottolineare i rischi che i Paesi partecipanti si sono presi nell’adesione all’iniziativa e nella sottoscrizione di accordi con termini poco favorevoli o in alcuni casi impossibili da rispettare.
I Benefici della BRI
Tra i benefici ovviamente rientra la riduzione dei costi di trasporto dei beni, diretta conseguenza della costruzione di strade, ferrovie e porti che hanno migliorato i collegamenti. Centinaia di progetti in più di 150 Paesi avrebbero appunto migliorato l’integrazione economica e permesso l’inserimento di nuove economie nei mercati globali. Tra questi progetti rientrano il Corridoio Economico Sino-Pakistano, un investimento da 62 miliardi di dollari, che non solo permette alla Cina di avere un accesso diretto al porto pakistano di Gwadar, ma permette anche al Pakistan di velocizzare i trasporti e migliorare la sua capacità energetica6. Allo stesso modo, anche la costruzione della nuova ferrovia che collega Addis Abeba a Gibuti ha permesso di ridurre i tempi di trasporto dall’Etiopia al Porto di Gibuti da tre giorni a sole dodici ore.
Un altro vantaggio strettamente legato alle iniziative BRI è quello dell’aumento degli scambi tra la Cina ed i Paesi partecipanti. La Banca Mondiale stima che gli scambi per i Paesi Partecipanti potrebbero aumentare del 9.7% e gli scambi globali aumentare del 6.2%7. Ma non solo, infatti la BRI ha portato anche ad una riduzione delle tariffe e delle regolamentazioni che hanno contribuito a loro volta all’aumento del commercio. Nel 2021 gli scambi tra la Cina ed i Paesi BRI sono aumentati del 19.4% raggiungendo circa $1.8 trilioni. Inoltre, sia delle nuove infrastrutture che delle riduzioni delle barriere hanno beneficiato soprattutto gli Stati che nel periodo pre-BRI faticavano a causa di alte tariffe e scarsi collegamenti.
Per di più gli investimenti BRI hanno stimolato le piccole economie locali tramite la creazione di posti di lavoro e l’attrazione di investimenti diretti esteri ne ha favorito l’industrializzazione. Si stima che siano stati creati più di 142,000 posti di lavoro direttamente collegati a questi progetti6 e che la crescita media del PIL dei Paesi BRI africani sia cresciuta dell’1.5% grazie agli investimenti in energia e trasporti7.
I Rischi Economici
Come già sottolineato in precedenza uno dei rischi più grandi associati ai finanziamenti BRI è quello dell’eccessivo debito accumulato da alcuni Paesi. Proprio per questo motivo, all’iniziativa è stata volta la critica di portare i Paesi eccessivamente indebitati verso quella che viene chiamata “trappola del debito”, ovvero i Paesi impossibilitati al pagamento del debito sono costretti a dare alla Cina concessioni economiche e politiche. Tra questi casi rientra quello del porto di Hambantota in Sri Lanka, per cui, in seguito all’impossibilità dello Sri Lanka di ripagare i prestiti cinesi utilizzati per la costruzione del porto, proprio lo stesso porto è stato dato in concessione alla Cina per 99 anni8. In condizione simile si trova lo Zambia, che sta affrontando non pochi problemi legati alla restituzione del debito accumulato a causa delle iniziative BRI, con la possibilità che la Cina acquisisca il controllo su asset strategici6.
Un altro problema che alcuni Paesi BRI stanno affrontando è quello dell’eccessiva dipendenza da capitali, professionisti e mercati cinesi che potrebbe andare a minare la sovranità di questi Paesi sulla loro economia. In questa situazione si trova il Laos, che ha ricevuto investimenti relativi alla costruzione della ferrovia che lo collega direttamente alla Cina ed ora si trova a dover ripagare un debito che supera il 50% del suo PIL8.
Un’altra critica sollevata all’iniziativa BRI è quella che i suoi benefici non siano distribuiti equamente tra la popolazione dei Paesi partecipanti. Molti progetti, infatti, sono concentrati nello sviluppo di grandi centri urbani e favorirebbero la solita cerchia di élite e non le zone rurali rimaste isolate e poco sviluppate. Questo è il caso del Kenya e del progetto della Standard Gauge Railway, criticato in quanto i contractor cinesi sono i principali beneficiari del progetto che ha creato limitati posti di lavoro per la popolazione locale7.
Le Sfide: Trasparenza, Corruzione e reazione di U.S.A. ed Europa
Oltre alle critiche mosse alla BRI riguardanti possibili default sui debiti e la mancata attenzione alle zone rurali in favore dei grandi centri urbani, la mancanza di trasparenza su investimenti, gestione delle risorse e progetti e gli impatti di crisi globali, come la pandemia e le tensioni geopolitiche, non sono problemi che possono essere messi in secondo piano.
Trasparenza su Contratti ed Investimenti
La mancanza di trasparenza non è un problema minore rispetto alla possibile “trappola del debito”, bensì ne è proprio la causa. Molti progetti BRI implicano accordi bilaterali tra la Cina ed i Paesi direttamente interessati, accordi i cui termini vengono, però, raramente resi pubblici3. Proprio mancanze come queste, fanno si che i Paesi possano andare incontro a possibili crisi dovute al “debito nascosto”, in quanto la poca trasparenza rende difficile ad istituzioni finanziarie, come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale, di avere dati precisi e di poter prendere provvedimenti.
Corruzione ed Inefficienza
In aggiunta alla trasparenza, anche la corruzione e la cattiva gestione sono problemi che ancora oggi persistono nei progetti dell’iniziativa. Diretta conseguenza del fatto che i progetti sono gestiti da imprese di proprietà statale è la poca, se non completamente nulla, supervisione a cui le imprese dovrebbero essere soggette ed è proprio ciò che porta a casi di corruzione, costi inflazionati ed errate distribuzioni dei fondi.
Un esempio potrebbe essere quello della East Coast Rail Link in Malesia, il cui progetto è stato sospeso nel 2018 a causa di presunti casi di corruzione, costi inflazionati ed operazioni finanziarie non del tutto trasparenti con contractor cinesi. Oppure, nel caso del Corridoio Economico Sino-Pakistano, il progetto ha visto ripetute revisioni del budget e ritardi dovuti alla mancata supervisione della gestione dei fondi3.
Le Risposte di U.S.A. ed Unione Europea
Altre superpotenze mondiali come Unione Europea e Stati Uniti hanno sfruttato le critiche e soprattutto i problemi relativi all’implementazione dei progetti BRI per tentare di dissuadere i Paesi dall’aderire a questa iniziativa o almeno limitare una loro eccessiva esposizione. Con l’amministrazione Biden gli Stati Uniti hanno promosso la Build Back Better World (B3W), mentre l’Unione Europea si è mossa promuovendo la strategia Global Gateway. Entrambe queste iniziative sono emerse principalmente per sfidare la Belt & Road Initiative, i cui investimenti, però, le rendono ben lontane dal poter competere con l’iniziativa cinese3.
Il Futuro: Green BRI e Via della Seta Digitale
Con le nuove sfide globali, tra tutte quella del cambiamento climatico e della transizione per l’utilizzo di fonti sostenibili, la BRI ha visto negli anni un adattamento, volto al miglioramento delle infrastrutture digitali ed al raggiungimento di obiettivi per la sostenibilità.
La Green BRI
Rispetto agli investimenti iniziali destinati anche allo sviluppo di nuove centrali a carbone (prevalentemente nel continente Africano), negli ultimi anni la Cina ha enfatizzato sempre di più il concetto di Green BRI, promuovendo infrastrutture e progetti sostenibili come la Green Development Coalition. Questa iniziativa permette di aiutare i Paesi BRI al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità tramite la condivisione di nuovi studi e tecnologie, in modo da permettere ai Paesi in via di sviluppo che ancora non hanno una forte dipendenza dalle fonti fossili di sviluppare direttamente fonti green tramite impianti idroelettrici, eolici e solari3.
Via della Seta Digitale
Tramite iniziative di giganti tecnologici, come quella inizialmente menzionata, la Cina nel 2015 si era anche inizialmente proposta di migliorare le infrastrutture digitali tramite investimenti riguardanti l’ampliamento delle reti a fibra ottica e tecnologia 5G. Inoltre, tramite il coinvolgimento di aziende come Huawei e ZTE, beneficeranno dell’ampliamento delle reti digitali anche giganti cinesi dell’e-commerce ed imprese che operano nel campo degli scambi digitali, che avranno l’opportunità di espandersi per primi in mercati in cui questo settore è ancora poco sviluppato3.
Conclusione
Per concludere, la Belt & Road Initiative ha sicuramente modificato le dinamiche economiche globali, offrendo grandi investimenti sulle infrastrutture e nuove opportunità commerciali per i Paesi partecipanti. Nonostante ciò, la sua realizzazione ha affrontato non poche sfide, inclusi i problemi di sostenibilità del debito, trasparenze e tensioni politiche ed economiche. Mentre la Cina continua a promuovere l’iniziativa, il suo impatto a lungo termine rimane al centro di molti dibattiti. Il futuro dipende dalla sua capacità di adattarsi ai nuovi trend, in particolare lo sviluppo green e quello digitale tramite la Green BRI e la Via della Seta Digitale. Nonostante questi settori, per avere un impatto positivo sul lungo termine, un miglioramento della trasparenza e della gestione dei progetti sarà essenziale per poter garantire una crescita economica stabile che benefici equamente tutti i Paesi partecipanti.
Bibliografia
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3J. e. A. McBride, “Council on Foreign Relations,” 2023. [Online]. Available: https://www.cfr.org/backgrounder/chinas-massive-belt-and-road-initiative. |
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5B. Steil, “Council on Foreign Relations,” 2022. [Online]. Available: https://www.cfr.org/article/belt-and-road-tracker. |
6F. Fasuolo, “Istituto per gli Studi di Politica Internazionale,” 2023. [Online]. Available: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-cina-e-il-mondo-dopo-10-anni-di-bri-149086. |
7M. Ruta, “World Bank Blogs,” 2018. [Online]. Available: https://blogs.worldbank.org/en/trade/three-opportunities-and-three-risks-belt-and-road-initiative. |
8G. Baldissarre, “mercato Globale,” 2018. [Online]. Available: https://mglobale.promositalia.camcom.it/analisi-di-mercato/tutte-le-news/belt-and-road-quali-impatti-sul-commercio-internazionale-e-sugli-ide.kl. |
Crediti
Autore: Domenico Schiattarella - Associato Area Editoriale
Caporedattore: Alessandro Liberati - Head Area Editoriale
Pubblicazione: Simone Triozzi - Head Area Comunicazione
